Ma il legno è tutto uguale?

Un tema scottante per la sostenibilità delle attività umane è quello della regolamentazione dello sfruttamento delle risorse naturali: che si tratti di pesce o legno, la natura ha un delicato equilibrio che va rispettato non solo per questioni etiche, ma anche per questioni economiche. Uno sfruttamento intelligente consente di rinnovare le risorse e ne prolunga lo sfruttamento a tutto vantaggio dell’industria e dell’uomo in generale.

Ci occupiamo di tecnologia del legno, ma questa volta vogliamo parlare di qualcosa che sta un po’ prima della tecnologia e del design, vogliamo parlare di legno.

Il legno è una risorsa ricchissima, rinnovabile, ma non infinita. E’ una materia prima la cui biodiversità consente alla tecnologia e ai designer di realizzare oggetti, mobili, architetture per gli usi più disparati.

A dispetto del green-washing (risciacquo verde) praticato da alcune aziende per rifarsi il look, il problema della provenienza del legno è centrale.

Cito solo due esempi:

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Legno, architettura e design dal carcere a nuove soluzioni abitative

Freedom Room è un progetto di architettura e design in legno in cui lo spazio è interpretabile e flessibile, si trasforma e si reinventa seguendo i bisogni e le necessità di chi lo abita. Ma è anche molto di più.

prototipo freedom room

Ce ne ha parlato il designer Aldo Cibic, incontrato a Schio in occasione della presentazione del libro “11 idee per l’Italia” di cui Cibic è uno degli autori. Il libro offre spunti di riflessione per uscire dall’impasse economico e culturale che sta bloccando il Paese. Nel suo contributo Cibic parla di un’esperienza molto interessante di contaminazione e capacità di ascolto. Mi è piaciuto molto il suo approccio umile e il racconto di un virtuoso percorso di collaborazione fra azienda e carcere.

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Non solo pezzi di legno

un camioncino giocattolo realizzato in legno da Natale Bressan“Non solo pezzi di legno” è un festival che si svolge fra l’11 Maggio e il 2 Giugno in Friuli Venezia Giulia, a Ceolini, antico borgo nei pressi di Fontanafredda, Pordenone, nel cuore del distretto industriale legno-arredo del mobile del Livenza.

Si tratta di una manifestazione sui generis che mescola teatro, arti performative, pratiche artistiche e artigianali a una riflessione sul saper fare.

Il prossimo mercoledì (29 Maggio) si terrà la conferenza di apertura della sezione Artigianato con un evento dal titolo “Riscoprire l’arte del saper fare”. Interessante il gruppo dei relatori:

Stefano Micelli - Professore presso l’Università Ca’ Foscari e Dean di Venice International University (autore di Futuro Artigiano)

Matteo Civiero - Professor presso l’Università Ca’ Foscari e Presidente del circolo per la Decrescita Felice Livenza Tagliamento

Nicola Zago - Titolare di Lino’s TypeSharazad e co-founder di the fab

Paolo Tarulli - Production manager Segno Italiano

Alessandro Santarossa - Partner di UVAlab (collettivo di designer e produttori)

Sara Furlan - Stylist presso Complemento Oggetto

Data la caratura degli ospiti, direi che vale la pena di andare a curiosare fra le vie del borgo e di riflettere ancora una volta sull’economia della conoscenza, sul valore non solo dei macchinari che servono per produrre, ma delle competenze intangibili, della cultura imprenditoriale e manifatturiera che si trova alla base della produzione industriale, artigianale e artistica italiana. Ricordo che Micelli nel suo libro legge la cultura industriale stessa in chiave artigianale cioè come capacità di adattamento a problemi specifici, di rinnovamento continuo, di tensione verso soluzioni sempre nuove.

Oltre alla conferenza di apertura di questa che è la 17° edizione del festival, nel programma è inserita anche la mostra sul giocattolo in legno dell’artista naif Natale Bressan, un recuperante del legno che dice si sé “il legno è quasi sempre di recupero; lo trovo nei cassonetti. Quando sono in bicicletta, vedo un pezzo di legno, freno e lo raccolgo. Io da giovane ho sempre recuperato e adesso ce l’ho nel sangue”.

In mostra, i giocattoli costruiti da ragazzino nell’Italia in guerra, poi per i figli negli anni ’60 e poi la produzione successiva, di quando Natale, ormai falegname in pensione, inizia a produrre in modo sistematico i suoi oggetti di materiale riciclato, scolpiti, dipinti e con contaminazioni meccaniche.

 

Salone 2013: la soddisfazione delle aziende del settore legno-arredo

Salone del Mobile 2013

Si è chiuso ieri il 52° Salone del Mobile, manifestazione fondamentale per le aziende del settore legno-arredo. In crescita i visitatori (circa 324.000) e in particolare i visitatori stranieri che quest’anno hanno rappresentato il 68% del totale. Ancora una volta l’export si dimostra trainante nell’economia di questo comparto. Visitatori da 160 paesi (principalmente bacino asiatico, Stati Uniti, Sud America, Africa, Repubbliche Baltiche e Paesi dell’area russa) contatti e risultati soddisfacenti a detta degli operatori che da un po’ non vedevano stand così affollati e così tanto fermento.

Le tendenze

Le aziende hanno messo in mostra i processi produttivi cercando di attrarre i visitatori con uno storytelling coinvolgente. Artigianalità e saper fare si confermano i fili conduttori degli ultimi anni. La grande tradizione italiana, unita all’innovazione dei processi, ai materiali e al design, diventa esplicito strumento di vendita non più ancorata alla gloria del passato ma protesa in avanti, verso un futuro fatto di attenzione al dettaglio e di ricerca. La crisi non ferma le aziende italiane, ma le sprona a rinnovarsi e a proporsi sul mercato con maggiore forza. Il legno viene proposto rinnovato anche grazie a inconsueti rapporti con altri materiali.

Chi

al fuori salone Valcucine mostra la tecnica dell'intaglio

 

Valcucine ha proposto l’intaglio, Lago la collaborazione con i makers per sviluppare nuovi prodotti, Segno Italiano una rivisitazione di scenari domestici.

Non solo Salone del Mobile

lo spazio moooi in via Savona

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Come ogni anno il Salone del Mobile è dilagato nel Fuori Salone nelle varie aree della città. Il Fuori Salone rappresenta un’opportunità per rafforzare il brand ed essere meno istituzionali. Le aziende si propongono con più freschezza, con partnership originali e grande pathos. Il risultato sono spazi vivi, ricchi di stimoli che vanno oltre la mera esposizione dei prodotti. In particolare grande successo per moooi, quest’anno informalmente regina del fuori salone grazie ad uno spazio davvero evocativo.

Legno protagonista anche negli accessori di design: dagli occhiali ai berretti.

berretti e cappelli in legno

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Allo spazio Rossana Orlandi abbiamo visto Tête de Bois, sottili lamelle di legno da portare sulla testa.

Anche senza l’aiuto delle istituzioni politiche le aziende vanno avanti con coraggio e tenacia, con creatività e attenzione del mercato.

Aspettando il Salone del Mobile

Il Salone del Mobile di Milano (9-14 Aprile) si avvicina velocemente con il suo turbinio di eventi e con la ricchezza della sua offerta, ma altre sono le manifestazioni che hanno coinvolto il settore nel corso delle ultime settimane: facciamo il punto degli eventi più importanti guardando sia al mondo del mobile come prodotto finito, che quello della tecnologia del legno.

Le fiere si confermano uno strumento efficace per instaurare relazioni ed avviare un dialogo con i clienti che consenta di anticipare il mercato e le esigenze dei produttori di mobili. Il mercato si conferma selettivo, con una sempre maggiore richiesta di qualità e innovazione da parte dei clienti. La competizione si fa sempre più accesa ed è per questo che è importante cogliere ogni stimolo ed ogni indizio di future tendenze.

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Arredamento tra design e innovazione produttiva

Abbiamo incontrato Aldo Pianca, Amministratore Unico dell’omonima azienda di arredamento. Buongiorno Aldo, parliamo un po’ di Pianca?

Partirei con alcuni cenni storici: Pianca è nata nell’immediato dopoguerra, nel ’46 per esattezza, ad opera di mio padre Enrico, uno dei “pionieri” che hanno partecipato alla nascita e crescita di quello che è comunemente denominato distretto del mobile del Nord-Est; geograficamente al confine tra Veneto e Friuli, l’Azienda è partita come laboratorio artigiano di camere da letto per diventare rapidamente industria di arredamento di design orientata al total living. Con il mio ingresso in società, negli anni ’80, sono avvenuti cambiamenti significativi: tra le altre cose,  l’introduzione di un sistema di produzione Just in Time, un netto incremento del fatturato, lo sviluppo capillare della rete distributiva, la maturazione di uno stile riconoscibile, etc…

In numeri, oggi l’Azienda raggiunge i 250 dipendenti e realizza un fatturato di 45 milioni di euro, ¾ dei quali nel mercato italiano; ciononostante, oggi rivolgiamo la nostra attenzione soprattutto verso l’estero, e siamo distribuiti in più di 50 paesi nel mondo.

Per quanto concerne la produzione, cerchiamo di essere sempre aperti ed attenti verso gli stimoli che ci circondano e di essere altrettanto veloci nel sintetizzarlo in nuovi prodotti; esprimiamo, tramite una grande ampiezza e profondità di gamma, un design per quanto più possibile, accessibile e ad un giusto prezzo.

La versatilità è un nostro obiettivo: realizziamo arredamento per ogni ambiente della casa (eccezion fatta per cucina e bagno), sia giorno che notte, dagli armadi agli imbottiti, dal complemento ai sistemi d’arredo modulari. Il tutto rimanendo sempre coerenti ad uno stile elegante, sempre attuale, sobrio e mai banale che ormai da qualche decennio ci contraddistingue nel settore.

citazione1_piancaQuali sono le sue sensazioni sull’andamento del settore?

Il settore del mobile di design e dell’arredamento in generale è sicuramente un settore maturo. Per quanto riguarda come vedo l’Italia nel panorama odierno, penso abbia buone prospettive di crescita se si rivolge più spiccatamente all’estero, aumentando le esportazioni; nuove importanti economie si sono dimostrate interessate e recettive nei confronti del prodotto di design italiano e della nostra tradizione artigiana, già conosciuti ed apprezzati grazie alla moda e al tessile.

Quali sono, secondo lei, i principali ostacoli alla crescita?

Come già detto, il mercato interno è praticamente saturo e caratterizzato da elevati costi distributivi, per cui non vedo grosse prospettive di crescita nel futuro prossimo,  mentre al momento la nostra attenzione è rivolta all’estero; una cosa pratica che penalizza fortemente l’export sono certamente dazi e dogane.

citazione2_piancaIn termini generali il più grande freno alla crescita, sia interna che estera, è l’incapacità di recepire, da parte delle aziende, il cambiamento del mercato e con esso del consumatore, divenuto sempre più esigente in termini di qualità del prodotto, di ampiezza della proposta, di qualità e tempi di trasporto, di servizio efficiente presso i negozi tramite rivenditori sempre meglio formati.

Qual è il rapporto con i fornitori di macchinari? Quali sono le ultime macchine che avete selezionato?

Cerchiamo di inserire i nostri fornitori di macchinari e di attrezzature, alla pari di tutti gli altri fornitori, all’interno di collaborazioni continue e durature; è importante avvalersi delle loro capacità e delle loro conoscenze specifiche se possono concorrere a raggiungere i nostri obiettivi.

Le ultime macchine acquistate sono state una macchina per l’imballo in cartone (just in time) e una foratrice lotto 1.

Vi supportano ed anticipano le vostre esigenze?

Parlando di attrezzature direi di si, pienamente. Le abbiamo acquisite proprio in un’ottica di questo tipo, dopo accurata valutazione. Non ci si può certo permettere, oggigiorno, ogni sorta di “incauto acquisto”. Il fornitore ovviamente ha un ruolo fondamentale anche in questa fase preliminare, nel capire le istanze e quindi indirizzarci all’acquisto più idoneo e che mantenga le aspettative.

Formazione e post-vendita: una volta acquistato un nuovo macchinario vi viene fornita tutta l’assistenza necessaria?

Direi che dipende dal fornitore, e in maniera molto empirica risponderei, non sempre.

La manualistica è adeguata? L’operatore è messo in condizione di usare il macchinario con tutte le sue potenzialità?

La manualistica, ovviamente, come per legge, esiste ed è fornita dai produttori di macchinari. Tuttavia, come nei mobili che produciamo, è la qualità a fare la differenza; parlando del caso più frequente, se si fornisce del materiale troppo complicato, diventa molto difficile, se non impossibile, per l’operatore giovarsene. L’esperienza ci ha poi insegnato che, a causa di una formazione forse non completa o di supporti non del tutto esaustivi, l’operatore si vede costretto a formarsi lavorando, delegando un po’ troppo all’azienda stessa questa importantissima fase.

citazione3_piancaDal tuo punto di vista l’innovazione tecnologica e di processo passa anche attraverso l’evento fieristico?

La fiera è, e rimane sempre, un’occasione di aggiornamento sui temi di nuove tecnologie, finiture e tecniche di lavorazione. Certamente il mondo è evoluto e tramite anche nuovi mezzi di comunicazione ed informazione si presenta esso stesso come una grande fiera permanente, dove è più facile informarsi ed acquisire know-how. Le visite in azienda poi sono un ottimo strumento per avere più familiarità con i fornitori e un aggiornamento continuato. Tuttavia la fiera resta ancora insostituibile per il primo contatto.

Quanto pensa sia importante l’incontro con i produttori di macchine e di software?

Lo penso importante nella misura in cui le macchine in questione permettano o perfezionino lavorazioni particolari ed innovative. Per spingersi sempre oltre nella qualità e nella peculiarità l’integrazione tra software ed hardware si rivela davvero vitale.

Abbiamo creato un gruppo su Linkedin per favorire il networking e il confronto fra i professionisti del settore, acquirenti e venditori di tecnologia del legno. Cosa pensa di questa iniziativa?

Quando intendevo nuovi mezzi di comunicazione ed informazione intendevo anche iniziative che passano attraverso la rete e i social networks. Che dire di più? Ditemi che gruppo è che mi iscrivo.

Grazie Aldo!

 

Quanto sono social i portali delle aziende legno arredo?

Le aziende del legno arredo sono all’avanguardia nella tecnologia, nella ricerca e nella lavorazione dei materiali, un po’ meno negli aspetti legati al mondo web: quelle di piccole dimensioni sono fresche di sito internet, mentre altre, più grandi o con energie giovani, si stanno affacciando da poco sui social network. Solo le realtà di grandi dimensioni si muovono in modo istituzionale con azioni dedicate ad ogni canale (sito, facebook, twitter, youtube, etc.). E’ la fotografia di un settore che pure avrebbe molto da guadagnare da una relazione diretta con i propri cliente, ma anche con i partner commerciali.

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Abbiamo analizzato un po’ di casi relativi ai portali b2b delle aziende del settore legno arredo (aree riservate rivenditori, aree riservate agenti, community b2b, …) e abbiamo indagato 3 aspetti:

  1. che tipo di informazioni e di servizi sono forniti?
  2. che tipo di interazioni sono permesse fra utente registrato e azienda?
  3. che tipo di interazioni sono permesse fra i diversi utenti?

Prima di arrivare a rispondere alle nostre domande bisogna anticipare che ci sono differenze nel profilo degli utenti a cui è permesso l’accesso. A volte si tratta dei soli venditori e progettisti di negozi, altre volte di manager e titolari oppure della rete vendita dell’azienda se non anche di altri gruppi di influencer come architetti o interior designer. Aldilà di queste specificità cerchiamo di dare una risposta ai 3 punti

  1. I servizi che abbiamo visto proporre più frequentemente sono quelli di natura gestionale quindi elenco ordini con stato avanzamente, data consegna, documenti collegati (documeti di trasporto, fatture, conferme d’ordine, …), listini o cataloghi. A volte sono proposte statistiche sull’andamento dell’ordinato e sul raggiungimento di eventuali obiettivi, più raramente statistiche sugli indicatori di performance di altro tipo (come qualità e tempi). In alcuni casi, per rendere l’area più dinamica vengono proposte news e rassegne stampa, ma difficilmente sono sviluppate appositamente per l’area riservata.
  2. L’interazione con l’azienda continua a utilizzare altri canali: anche in presenza di area riservata prevale infatti l’uso di strumenti più tradizionali come fax, telefono ed e-mail. Talvolta i servizi di assistenza post vendita possono essere attivati attraverso form nell’area riservata con vantaggi nell’individuazione dei dati necessari alla risoluzione del problema. In alcuni casi l’utilizzo di questo canale è incentivato da tempistiche di risoluzione più veloci. Raramente abbiamo visto attivati servizi più evoluti come chat, discussioni in cui l’azienda offrisse al partner un canale diretto di feedback. Ugualmente rari sono i casi di sondaggi online da cui ricevere indicazioni sui diversi aspetti del business (soddisfazione sulla qualità, tempi, supporto vendita, condizioni commerciali, …). Allo stesso modo non abbiamo riscontrato l’utilizzo di queste aree per indagare i comportamenti dei consumatori di cui i rivenditori sono testimoni. Non consideriamo in tutto questo il mondo dei software di configurazione di cui abbiamo parlato in occasione delle interviste a Clemens Schrenk e Miguel Vale Oliveira. Un altro aspetto che qui trascuriamo, ma sul quale potremmo soffermarci in futuro è quello dei software di caricamento ordine direttamente da parte del venditore.
  3. Almeno all’interno del nostro campione non abbiamo riscontrato l’attivazione di aree di interazione fra i diversi utenti in cui sia possibile discutere problematiche e opportunità comuni e magari trovare risposte attraverso la partecipazione di produttori e rivenditori. Ci sono diversi blocchi di natura commerciale più ancora che tecnologica che impediscono questa strada. Questo non consente nemmeno di attivare aree utili ad aiutare le aziende produttrici nello sviluppo dei prodotti attraverso feedback e suggerimenti provenienti direttamente dal mercato.

riservato

Possiamo concludere che, pur essendo ormai consolidato l’utilizzo di aree web riservate dedicate ai partner delle aziende di arredamento c’è ancora molto da fare per rendere questi servizi davvero social. La sfida per le aziende dell’arredamento sarà quella di cogliere le opportunità offerte da questa tecnologia valorizzando gli aspetti relazionali e la qualità delle persone. La tecnologia è, come sempre, mero supporto e strumento di amplificazione di caratteristiche e competenze che sono il valore dei partner di ciascuna attività produttiva. Sarebbe un peccato continuare a sprecare competenza, esperienza e informazioni e siamo certi che nel prossimo futuro le cose cambieranno.

A Verona il futuro del retail dell’arredamento: Abitare il tempo 100% project 2012

futuRetail_abitare_il_tempo2012

Abitare il tempo 100% project, il cui sottotitolo è ”Meeting della distribuzione per le soluzioni d’interni” è una manifestazione originale che coinvolge gli operatori dell’arredamento: già dall’edizione precedente ha spostato il focus dal prodotto alla conoscenza, stravolgendo i canoni di una fiera tradizionale.

All’interno dell’edizione 2012 che si svolge a Verona dal 21-23 ottobre si affronteranno tematiche fondamentali per il settore dell’arredamento come quelle della distribuzione e del retail. Recenti analisi concordano che i punti vendita dei prodotti di arredamento che hanno un futuro (redditizio!) sono quelli che, oltre al prodotto, creano il progetto e cioè vendono “soluzioni”.

La manifestazione coprirà tre aree:

  • Innovazione
  • Mercato
  • Emozione

e ci sarà uno spazio dove, cito dal sito della fiera “le capacità di progettisti, architetti e interior designer si trasformano in Soluzioni“:

  • 100% Areas (spazi dedicati ai merceologici per il layout del punto vendita di progetto: cucina, tessile, illuminazione, wellness…)
  • Shop Lab (spunti concreti di ricerca applicata per il punto vendita innovativo: materiali, prodotti, emozioni)
  • Design Lab, caratterizzato da mostre ed eventi di ricerca applicata.

Fra gli eventi in programma vi segnalo lunedì 22 ottobre ore 14 - Il saper fare italiano al servizio del design internazionale. Come riproporre il saper fare artigiano nelle filiere internazionali della creatività (relatore Stefano Micelli).

A proposito di retail, il confronto fra gli operatori sarà fisico durante i giorni della fiera grazie allo stand anticonvenzionale e dinamico di FutuRetail: questo spazio sarà luogo di incontro, condivisione e scambio di opinioni fra gli operatori del settore, ma sarà solo il punto di partenza per un progetto più ampio, quello del sito, continuazione virtuale delle relazioni e del confronto attivate in fiera.

Nello stand sono previsti workshop e attività concentrate sulla ridefinizione del negozio di arredamento nelle sue pratiche e tendenze. Ecco l’elenco:

Domenica 21 ottobre 2012

  • Tema: Shop
  • Mattino: Pillole di Visual Merchandising.
  • Pomeriggio: Allestire uno spazio attraverso i 5 sensi, il negozio del futuro.

Lunedì 22 ottobre 2012

  • Tema: Interior
  • Mattino: Progettare per crescere.
  • Pomeriggio: Bello o brutto? dipende da come lo illumini.

Martedì 23 ottobre 2012

  • Tema: Ecocasa
  • Mattino: Piccoli e grandi gesti sostenibili.
  • Pomeriggio: Laboratorio di Riciclo. Silvia Bragagnolo ci insegna a creare un oggetto utile dai rifiuti domestici.
Modalità d’ingresso alla fiera (riservata agli operatori del settore)

Il legno e il mare

museo_imbarcazioni_fortemargheraUn argomento su cui si discute molto in questo periodo è il rapporto fra saper fare e saper progettare, capacità che spesso si fondono nella figura dell’artigiano. Ma anche, per estensione, in quelle aziende che riescono ad integrare con grande intelligenza e sensibilità questi due aspetti della produzione. Il designer è anche un esperto di materiali, sa come si comportano e ne conosce le caratteristiche tecniche. Molti designer sono in grado di prodursi dei prototipi, interagiscono con prototipisti capaci di cogliere le specificità di un progetto e di spendere la propria competenza tecnica propositivamente partecipando attivamente alla definizione dell’oggetto, materiali e struttura.

Il rapporto fra artigianato, design e tecnologia è affascinante. A questo proposito in passato ho avuto modo di assistere ad alcune fasi della realizzazione di una barca (artigianato) all’interno di un’azienda (tecnologia) di mobili di design.

Il progetto Man on the river (un viaggio da Londra a Istanbul via acqua) ha avuto avvio nella sala d’aspetto di Lago dove è stata costruita Clodia: lì il maestro d’ascia lavorava ai disegni preparatori e si confrontava con i falegnami dell’azienda, lì è stato assemblato lo scafo. La tecnologia estremamente sofisticata di un produttore di mobili di design al servizio di un sapiente artigiano nella realizzazione di un progetto davvero speciale.

Il legno è una risorsa importante per la nautica industriale ed è molto utilizzato per pavimentazioni e rivestimenti interni, nonché per le finiture del ponte. Se non ci credete tenete d’occhio il prossimo Salone Nautico di Genova 6-14 ottobre. Il legno viene appositamente selezionato, trattato e lavorato per questi impieghi grazie a tecnologie e a trattamenti estremamente sofisticati e specifici date le particolari condizioni a cui materiale deve resistere. Ne sanno qualcosa aziende come Bellotti che hanno appunto una linea di tavolati specifica per i cantieri nautici. Dopo tanta tecnologia per tornare indietro nel tempo basta uno sguardo a Forte Marghera, Mestre dove esiste un piccolo museo delle imbarcazioni: vecchie barchette di legno destinate a marcire e a cadere a pezzi vengono recuperate e restaurate con cura. Amore per il mare ed amore per quel manufatto straordinario che nei secoli ha consentito all’uomo di solcare le acque.

In un futuro ormai alle porte sarà possibile riprodurre questi oggetti utilizzando stampanti 3D che usano come materiale polvere di legno. Per il momento date un’occhiata a questo progetto di ricerca di un’università spagnola: se si possono fare castelli di sabbia si possono fare anche castelli in aria!

 

 

 

Case di legno crescono…anche in altezza

Tempo fa abbiamo affrontato l’argomento da un punto di vista tecnico con una lunga intervista all’ingegner Mauro Andreolli.

Il tema delle costruzioni in legno è sempre più di attualità, ancora più caldo dopo il recente terremoto in Emilia. Infatti, fra le altre cose, gli edifici in legno sono antisismici avendo elevata elasticità e una massa (peso) contenuta. Importanti sono gli esperimenti in questo senso attuati a livello nazionale.

Il progetto Sofie Sistema Costruttivo Fiemme (finanziato dalla provincia autonoma di Trento) propone un nuovo modello di abitazione con standard certificati  e un forte legame con il territorio: prodotto di una filiera, dal bosco alla casa di legno, sta incontrando molto interesse da parte delle aziende. Anche per i risultati raggiunti a livello di test. L’importante laboratorio giapponese E-Defence, l’unico in grado di fornire una certificazione antisismica riconosciuta a livello mondiale, già nel 2007 ha premiato la casa di legno di sette piani, alta 23,5 metri, realizzata nei laboratori Ivalsa-Cnr di San Michele all’Adige (Trento) per aver resistito con successo al test antisismico considerato dai giapponesi il più distruttivo per le opere civili: la simulazione del terremoto di Kobe (1995). Mai prima d’ora al mondo una struttura di queste dimensioni interamente di legno aveva resistito ad una simile forza d’urto.

Oltre ad aver dimostrato l’affidabilità e sicurezza del legno come materiale per l’edilizia da un punto di vista antisismico, il progetto Sofie ne garantisce la sicurezza: la casa di legno Ivalsa-Cnr infatti è anche antincendio e il modello di tre piani, dopo oltre un’ora di test del fuoco, ha infatti conservato intatte le sue proprietà meccaniche e inalterata la struttura. Da non dimenticare poi gli elevati livelli di comfort abitativo, economicità, risparmio energetico e rispetto per l’ambiente.

Come dicevamo, il legno è un materiale resistente al fuoco in quanto ha la capacità di mantenere inalterate le proprie funzioni statiche: si carbonizza esternamente, si tempra, ma rimane a sostenere l’edificio senza sbriciolarsi. Al contrario, nel cemento armato l’armatura metallica una vola raggiunte elevate temperature perde la funzione statica e anche se l’edificio resta in piedi diviene necessaria la demolizione.

Fino a fine 2011 la legge italiana limitava le costruzioni in legno a 4 piani, ora invece l’Italia ha assorbito le innovazioni tecnologiche ed è possibile avvicinarsi ai record di Londra (9 piani), Berlino (7 piani) e dalle visioni di Danimarca (17 piani in via di realizzazione) e Canada (in progetto 20 piani).

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Fra gli esempi che si stanno materializzando sul suolo nazionale, a Trieste Epoca insieme al Gruppo Rubner sta costruendo il Panorama Giustinelli, primo palazzo in legno lamellare: 6 piani, elevatissime prestazioni (classe A+) e materiali biocompatibili. Edificio di fascia alta, come spiega anche l’AD di Epoca, Beltrame in un’intervista radiofonica: si è trattato di una scelta di posizionamento, ma con il legno è possibile (ne abbiamo parlato), fare anche social housing ed edilizia popolare.

Tutti di alto livello i partner del progetto: dal già citato marchio Rubner per la tecnologia del legno, all’Università di Padova per la ricerca sull’eolico, ai produttori industriali di elementi tecnologici e di finitura (Siemens per la domotica e Valcucine per l’arredamento).

Intervistato dalla trasmissione radiofonica Smart City di radio24, Beltrame racconta come cresce il cantiere di una casa in legno, mi pare quasi di vederlo! Un grande telaio di legno lamellare in cui i piani vengono finiti uno alla volta, compresi i tamponamenti esterni, pareti isolate a sandwich legno/lana di legno/legno.

Il legno si conferma materiale dalle mille risorse, specie se abbinato alla ricerca tecnologica.