Macchinari cuciti addosso al cliente? Questo si che è servizio!

Roberto MucciniAbbiamo ospite Roberto Muccini,  Comunication Manager di MASTERWOOD.

Ciao Roberto, raccontaci un po’ di te e di Masterwood.

Ho quasi 40 anni, una formazione scientifica: laurea in ingegneria e un passato da ricercatore biomeccanico. Dopo esperienze in altre aziende del settore sono arrivato in Masterwood nel 2000. Ho lavorato per quasi dieci anni nell’area tecnica, e a partire dal 2009 rivesto il ruolo di Comunication Manager, cioè mi occupo di tutte le comunicazioni tecniche e commerciali. Noi di Masterwood da oltre quarant’anni produciamo macchine per la lavorazione del legno assistendo con passione e professionalità i produttori di mobili ed infissi. Il marchio MASTERWOOD nasce nel 1990 raccogliendo l’eredità di conoscenze e di esperienze di due aziende storiche del settore: la MUTI, leader nella produzione di bedanatrici e mortasatrici e la ZANGHERI & BOSCHETTI, specializzata nella produzione di foratrici multiple automatiche. Le sinergie ottenute dalla fusione di queste due rilevanti realtà produttive hanno portato rapidamente la MASTERWOOD a rappresentare una delle aziende di riferimento nel mercato dei centri di lavoro a controllo numerico sia per la lavorazione del pannello che per il massello, esportando oltre il 70 % della propria produzione in tutti e cinque i continenti. I costanti investimenti in Ricerca e Sviluppo consento di offrire sotto il marchio MASTERWOOD la più aggiornata tecnologia, supportata da software personalizzati in grado di facilitare l’utilizzo dei macchinari più complessi. La flessibilità della nostra struttura ci consente di venire incontro alle specifiche esigenze di ciascun cliente, costruendogli la macchina che desidera, proprio “come un vestito su misura”.

Quali sono le tue sensazioni sull’andamento del settore?

Domanda difficile! In primis perché l’andamento del settore è per sua natura fortemente influenzato da quello di altri settori, primo fra tutti quello immobiliare. Per quanto riguarda il mercato Italiano, anche il 2012 si chiuderà all’insegna di un lieve calo (anche se non a livelli “spagnoli”). Tiene la ristrutturazione con buone previsioni anche per il 2012 in virtù della proroga del “55%”. All’estero il trend non è molto positivo ma esistono zone dove le previsioni sono migliori, quali Brasile, Cina, India, Russia, ecc. Tutti comunque “pensiamo positivo” nell’auspicio che non nascano altri “mostri” di tipo politico/finanziario (vedi instabilità in Medio Oriente, crisi del debito pubblico nell’Eurozona, ecc.)!

Citazione 1

Quali sono, secondo te, i principali ostacoli alla crescita?

Beh, in parte ne ho già parlato in precedenza: tutte le incertezze di tipo politico-economico sono un forte ostacolo. Non di meno la pressione fiscale che in molte nazioni (soprattutto occidentali) è aumentata per fronteggiare le crisi del debito pubblico. Ciò che manca è una prospettiva di lungo periodo e lo vedono tutte le aziende sulle proprie spalle: constatiamo la voglia di ripartire nell’incremento degli ordini non appena le “tempeste” si acquietano un poco. Usando una metafora possiamo ben dire che l’andamento è davvero schizofrenico: un mese gli ordini arrivano come ai “bei tempi”, il mese dopo esplode il caso “Grecia” e tutto si blocca. E’ più che normale che le aziende fatichino ad investire in un clima generale di questo tipo.

Citazione 2In questo momento, qual è secondo te il valore aggiunto di un macchinario made in Italy?

La qualità! E lo dico senza ricorre a luoghi comuni. Nel nostro settore in particolare, Germania e Italia sono le leader indiscusse a livello mondiale. Il macchinario italiano si distingue dunque per robustezza, affidabilità e per quella attenzione al cliente che ci ha sempre differenziato. Le macchine per la falegnameria sono vere e proprie “armi”, ogni potenziale incidente può avere conseguenze devastanti. La nostra esperienza pluridecennale ci pone all’avanguardia anche nel FONDAMENTALE aspetto della sicurezza.

Nel rapporto con i clienti, quanto è importante la conoscenza delle loro specifiche esigenze?

Tanto, davvero tanto. A tal punto che Masterwood ne ha fatto il suo motto: “Tailor made” – “Fatto su misura per te”. La sfida per il futuro è conciliare questo spirito con l’attenzione al costo. “Tailor” vuol dire “sarto”. Ciò che noi vogliamo è offrire “un abito sartoriale” ad un prezzo che sia per tutti. A Technodomus presenteremo la nuova serie ”Project”, un grande passo in questo senso! Grazie ad un grande lavoro di progettazione ed ingegnerizzazione, questi nuovi modelli sono tutti progettati in kit. Ciò fa sì che la macchina standard abbia già un’ottima dotazione di serie che il cliente può poi arricchire a piacimento, componendo gli optional come meglio crede. Lo sforzo ingegneristico si è spinto anche oltre, creando dei veri e propri kit “plug & play”. Il cliente può modulare l’investimento iniziale fermandosi alla macchina “standard”, quando vorrà aggiungere optional lo potrà fare con un grande risparmio di tempo e denaro, installandolo lui stesso o al massimo con l’aiuto di un tecnico locale!

Pensi che il cliente riesca ad utilizzare il macchinario che ha acquistato al massimo del suo Citazione 3potenziale?

Chissà… magari la prossima intervista la potresti fare ad un nostro cliente…. ;-)  A parte le battute, posso garantirti che poniamo grande attenzione all’istruzione dei nostri clienti, in fase di acquisto con “test drive” presso i nostri stabilimenti, oppure con aggiornamenti periodici presso la nostra show-room. Anche l’evoluzione dei nostri software va in questa direzione, privilegiando logiche semplici come quelle per oggetti e non complesse programmazioni in linguaggi macchina.

L’innovazione tecnologica e di processo come avviene nella tua azienda?

L’innovazione è sicuramente di tipo “pull”, cioè sono le esigenze dei clienti che “trainano” il nostro reparto R&D a progettare macchine sempre più adatte alle loro esigenze tecniche ed economiche. Il nostro ufficio tecnico da anni utilizza moderni software di progettazione e verifica strutturale 3D, la ricerca sulla migliore componentistica è quanto mai attiva. Il piccolo valore aggiunto che io ho voluto dare in questi anni grazie alla mia lunga esperienza come tecnico è stato quello di creare un forte “trait d’union” che potesse focalizzare il lavoro di sviluppo proprio dove il nostro cliente se lo aspettava. La grande apertura “social” che abbiamo dato nell’ultimo anno ai nostri canali di comunicazione va proprio in questo senso e direi che sta iniziando a dare i suoi primi frutti.

La fiera, oltre che per esporre e vendere, serve anche per creare sinergie con altri produttori e come momento di apprendimento e verifica dello stato dell’arte nel vostro settore?

Vero. In alcune fiere addirittura creeremo stand comuni con altri produttori per valorizzare al massimo queste sinergie. Servizi quali marketplace online rendono il tutto ancora più utile.

Abbiamo creato un gruppo su Linkedin per favorire il networking e il confronto fra i professionisti del settore, acquirenti e venditori di tecnologia del legno. Cosa pensi di questa iniziativa?

Lodevole, mi sono già iscritto! Ancora serve del lavoro per aumentarne visibilità e partecipazione, ma siete sulla buona strada.

Grazie Roberto!

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